Spesso si valuta con leggerezza la creazione di un impianto elettrico, e troppe volte per “risparmiare” si sottovaluta la manutenzione. Dobbiamo ricordare che l’impianto elettrico è una componente importante nell’ambiente domestico, è strutturato in modo complesso ed articolato e pertanto deve determinare il confort che vogliamo dare alla nostra famiglia. L’impianto deve essere pertanto eseguito da aziende che possono certificare l’esecuzione e garantire attraverso documentazione e collaudo che questo sia stato eseguito a norma.

Noi consigliamo sempre prima uno studio attento delle esigenze familiari, le abitudini di consumo per poi decidere la potenza dell’impianto e la struttura, in tal modo si garantisce anche la sicurezza, conoscerne le componenti principali e sapere come funziona nel complesso permette di utilizzare meglio l’impianto e di scegliere, con maggiore consapevolezza, ciò che è adatto per la propria abitazione.

È utile suddividere l’impianto in almeno due interruttori differenziali e in un numero di interruttori magnetotermici secondo il livello e i mq dell’unità abitativa, in tal modo si può garantire una continuità funzionale ed in caso di guasto cercare di non restare al buio.

Ai fini della continuità di servizio a seguito di scatti intempestivi, è prescritta anche, relativamente alle protezioni differenziali, la presenza di dispositivi di richiusura automatica (SRD) e/o di interruttori a immunità rinforzata. Per ottenere un impianto efficiente e sicuro basta avere poche regole da rispettare e che ogni componente dell’impianto abbia determinate caratteristiche, che dipendono anche dalla funzione cui questo è destinato. È consigliabile che la sezione del montante di collegamento tra contatore e centralino sia maggiore o uguale 6 mmq; che via sia sfilabilità dei cavi ;l’ interruttore generale abbia anche funzioni di interruttore di emergenza (può coincidere con quello generale dell’appartamento, solitamente già installato); che i quadri elettrici dell’unità abitativa  siano dimensionati con il 15% minimo di riserva per capienza modulare; che il conduttore di protezione PE arrivi nel quadro elettrico generale, per permettere il collegamento di eventuali, anche futuri, scaricatori di sovratensione.
Il collegamento “entra-esci” effettuato sulle prese è ammesso solamente per apparecchi posti nella stessa scatola o, al massimo, tra due scatole adiacenti; oltre le due scatole è necessario far arrivare al gruppo prese altra alimentazione, anche dallo stesso interruttore di protezione, ma con linea aggiuntiva e non derivata dalla scatola precedente.


Il centralino singolo (cioè il quadro elettrico dell’abitazione, in genere posizionato vicino alla porta di ingresso) deve avere un interruttore generale e almeno due di quelli differenziali (detti “salvavita”). Il numero di linee dipende invece dai mq della casa e dal livello di impianto adottato. Oltre a questa parte tecnica, cioè il cuore, l’impianto elettrico domestico è formato da punti prese per l’attacco dei vari elettrodomestici e da interruttori magnetotermici. Gli interruttori magnetotermici sono dispositivi di protezione che provvedono a togliere automaticamente tensione all’impianto quando rileva una corrente superiore di diverse volte a quella nominale (cortocircuito, intervento magnetico) o di poco superiore a quella nominale, per un periodo tale da produrre un eccessivo riscaldamento dei conduttori elettrici (sovraccarico, intervento termico). Vi sono poi gli interruttori semplici o composti per comandare i punti luce e il sistema di messa a terra dell’impianto nella sua totalità. La messa a terra è l’insieme delle azioni e dei sistemi volti a portare  un elemento metallico allo stesso potenziale elettrico del terreno.

L’impianto di messa a terra è di fondamentale importanza, grazie ad esso gli elettrodomestici e le apparecchiature funzionanti a energia elettrica, quando sono toccate, non trasmettono corrente all'utente, ciò è dovuto all’isolamento delle parti metalliche collegate al più noto cavo gialloverde, al quale è assegnato il compito di scaricare al suolo attraverso un adeguato dispersore l’energia elettrica. Non basta aver realizzato l’impianto per garantirsi una corretta dispersione.
Infatti, l’impianto di terra, cosi come il pozzetto di dispersione, hanno bisogno di essere controllati da personale capace di misurarne i valori di resistenza, cosa che richiede necessariamente l'ispezionabilità del pozzetto in cui è annegato il picchetto dispersore.